| Via le barche davanti ai bagni |
|
|
|
| Recensioni |
| Scritto da kino |
| Sabato 28 Agosto 2010 08:27 |
|
L'assessore Agostini: «Vogliamo mettere un po' di ordine sulla costa» A dire la verità se ne parla da tempo a Rosignano di un riordino della nautica da diporto. «Ne parlava già l'ex assessore Sardi - conferma Agostini - e lo ricordo bene perché ero presidente della commissione Urbanistica. Ora abbiamo deciso di rispolverare questa idea e di trasformarla in realtà. C'è la necessità, infatti, di liberare gli stabilimenti balneari dalla presenza delle barche. Intendiamoci: le situazioni che ci sono adesso, in particolare a Castiglioncello, sono tutte autorizzate, ma hanno un'origine lontana, oggi superata, obsoleta. Trent'anni fa poteva andare anche bene, perché le barche in mare davanti ai bagni erano tre, quattro. Oggi si arriva anche a contarne più di una trentina. Capita, in qualche caso, che lo specchio di mare dedicato alla balneazione sia inferiore a quello destinato alle barche. Bene, pensiamo che dobbiamo sanare queste situazioni, pensiamo che i bagni devono tornare a svolgere la loro funzione principale». Per Agostini c'è anche un problema di salute, di benessere. «Credo che non sia il massimo fare il bagno vicino a dalle imbarcazioni, che comunque sia possono lasciare residui di olio o di carburante». Ai bagni che ospitano barche, «poi dobbiamo aggiungere un elevato numero di approdi che da Chioma si estendono fino a Vada». Il metodo. Come procederà l'esecutivo-Franchi in questa riorganizzazione del sistema della piccola e media nautica? Primo passo: un monitoraggio a tutto tondo. «Stiamo raccogliendo tre dati - continua l'assessore - vale a dire quante barche ci sono ormeggiate nei nostri 20 chilometri di costa, quante ce ne sono a terra e quante sono in lista d'attesa nei vari circoli. Raccolta che dovrebbe concludersi entro settembre. Sono convinto che emergeranno dei numeri molto interessanti, che ci faranno capire l'enorme potenziale che il settore della nautica da diporto ha sul nostro territorio». Insomma, l'amministrazione crede che attraverso questa operazione si possa dare anche una scossa vincente alla piccola nautica. «Non so se è un sogno, ma dovremmo metterci nelle condizioni che un diciottenne del nostro comune chieda ai genitori di comprargli una piccola barca invece dello scooter. Io mi riferisco a barche di 5-7mila euro, che ce ne sono tante sul mercato». E una volta raccolta i dati? «Tenendo conto della normativa regionale, dovremmo individuare 4-5 approdi da potenziare e valorizzare. Ma questo aspetto è da valutare insieme a tutte le forze politiche e chi lavora nel settore». Il seminario. Sull'argomento sarà organizzato - in autunno - un seminario che coinvolgerà anche la Regione, il Genio civile opere marittime, l'Agenzia del demanio, la Capitaneria di porto, la Sovrintendenza e gli esperti del settore. |



